Il microinfusore che fa innamorare Iron Man.

Le domande tipiche sono: «Ma non lo stacchi proprio mai Mai MAI? …Ma neanche quando dormi? …Ma neanche quando fai la doccia? …Ma neanche al mare?»

Dunque, lo stacco solo quando faccio la doccia, quando mi tuffo per un bagno in piscina o al mare, in casi ragionati di intensa attività fisica, e poi in quei momenti bellissimi, molto privati e molto coinvolgenti a cui le persone pensano subito, di solito evitando di chiedere. Lo stesso Iron Man ogni tanto la deve pur togliere, la corazza. Io sicuramente ho meno difficoltà di lui se devo andare in bagno.

Parliamo oggi del microinfusore di insulina.

Sappiate che noi diabetici insulino-dipendenti abbiamo un dispositivo ultra tecnologico a nostra disposizione. Questo affaruncolo che si tiene sempre attaccato, altro non è se non un computerino delle dimensioni di un cercapersone. Contiene insulina, in quantità sufficiente mediamente per 3 giorni (al termine dei quali si deve cambiare l’intero set di infusione). Non entro nei dettagli tecnici, ma in sostanza grazie a questo, da tre anni ho potuto eliminare la storia delle iniezioni. Uso un ago solo per inserire una nuova cannula, e poi lo rimuovo subito, come si fa al braccio per una flebo. Faccio questa operazione da sola, sì. Stringo i denti in silenzio se qualche volta mi faccio un po’ male, sì. Sono una tipina tosta, sì. Per questo Iron Man mi ama. È indeciso se sposare me, o Sierra Sandison: Miss Idaho, anche lei diabetica, anche lei con micro. Io continuo a sperare che il mio lato nerd possa battere il suo stacco di gambe, ma chissà.

Credo che dedicherò un altro articolo a come fosse la mia vita prima, con la terapia multi iniettiva, limitandomi a dire intanto che è meglio ora. L’indipendenza è la migliore conquista umana, sempre, e ne ho trovata molta con la mia insulin pump, per darmi un tono internazionale.

Certo, ho avuto un momento di difficoltà, nel passaggio. Pensavo che nessuno mi avrebbe più vista carina, o comunque che nessuno mi avrebbe più vista e basta, per quello che sono senza il micro. Sì, lo dico sinceramente, avevo il terrore di essere costantemente associata a questo marchingegno, in senso negativo. L’ho odiato all’inizio: credo che la prima volta che siamo andati al mare insieme, io e il micro, la tentazione di fargli fare un volo di sola andata dagli scogli sia stata notevole e ripetuta, perché non mi bastava staccarlo e riattaccarlo ogni tanto; ero infastidita comunque dal cerotto che avevo addosso, come se fosse stata una zanzara ronzante intorno al mio orecchio. Avete presente quando vi svegliate con un brufolo sulla fronte, e cercate di nasconderlo con la frangetta, poi col fondotinta, poi avete la tentazione di spremerlo, poi di mettervi un cappello, e infine di prendere l’aspirapolvere per farvi risucchiare interamente al suo interno, scomparendo? Bene, questo succede perché credete che il resto del mondo proprio non abbia nulla di meglio da fare se non occuparsi del vostro brufolazzo, nella sua giornata. Ma vi tranquillizzo: del vostro brufolo, non importa niente a nessuno, così come del mio cerotto con cannula sottocutanea e macchinetta relativa.

Nel dire questo, non voglio impersonare la parte di quella che non è suscettibile di nulla. Sono anche io umana e insicura, ho e ho avuto i miei momenti di imbarazzo e disagio. Credo che ammettere di averli, almeno nel mio caso, porti ad averne sempre di meno.

Ora, io non so se consigliarvi terapie d’urto o meno a riguardo, con i vostri amici diabetici, e in realtà nel dubbio vi suggerisco di evitare mosse troppo azzardate, ma al di là di questo, potrebbe non far male entrare in una forma di visione più democratica: pensate che all’estetista, impegnata nel farvi diventare lisce come bisce, faccia impressione il vostro cerottino? Magari a voi fanno più impressione le sue unghie finte a punta; al mare qualcuno potrebbe farsi domande su quello strano cerotto che avete sulla pancia o sul gluteo? Magari voi vi chiederete come la tipa dell’ombrellone accanto possa portare tacchi e rossetto in spiaggia pur venendo dal vostro stesso pianeta; qualcuno potrebbe indagare su cosa sia quella specie di lettore mp3 che avete in tasca, impicciandosi terribilmente degli affari vostri? Ma davvero, volete farmi credere che voi non gli abbiate già chiesto perché sia ingrassato/dimagrito, perché abbia i capelli in disordine, perché sia pieno di bollicine in faccia, perché cammini male, o perché la sua ragazza lo abbia mollato proprio ora che aveva smesso di portare i calzini bianchi coi sandali? Democrazia e disinvoltura, e un minimo di sano distacco almeno in questo, sono gli ingredienti utili al quotidiano rapporto col faticoso mondo. Nella quasi totalità dei casi, tra l’altro, ho visto come la gente si dimentichi completamente del mio diabete e del microinfusore. Per il nostro privato poi, cari colleghi, tranquillizziamoci: chi ci vuole bene, per fortuna è impressionato sì, ma da noi, da tutto quello che ci rende speciali. Saremo disinvolti in automatico. E se col micro la nostra dolce metà ci dovesse vedere addirittura come super eroi/eroine, restiamo tranquilli: non dubitiamo che, se il suo sentimento è sincero, ci amerebbe anche senza.

Benvenuti quindi nel mondo dei microinfusori. Ora vado a incipriare il mio, ho un appuntamento con Iron Man. Se non fosse per quella coscialunga di Miss Idaho, umpf.

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10 thoughts on “Il microinfusore che fa innamorare Iron Man.

    1. Melissa mi dispiace, la cosa potrà forse farti sorridere, ma credo sia colpa del mio essere ancora poco pratica riguardo alle impostazioni della pagina, per i commenti (questo blog è aperto da pochi giorni). Ti ringrazio, sono molto felice che ti sia piaciuto l’articolo, e buon inizio di percorso con il micro! Spero ti troverai bene. Un caro saluto

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  1. lo porto da ormai 5 anni quasi sei, mi ha cambiato la vita , sono libera di mangiare cosa e quando voglio…con un po’ di accorgimenti ti dimentichi di portarlo addosso…lo consiglio vivamente dopo aver usato per piu’ di 20 anni siringhe e penne

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  2. Ciao ho messo da poco il microinfusore e questo tuo articolo mi ha fatto veramente sorridere e mi ha ispirata a tal punto da aver disegnato con Paint un micro sul pancino di Iron Woman 😛 Ce l’ho sull’immagine di profilo del mio account facebook. Grazie veramente, mi hai reso il passaggio da penne a micro, dopo 25 anni di diabete in cui mi rifiutavo totalmente, una vera passeggiata 🙂

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