RICONOSCO PRIMA CHI SEI, E POI COSA HAI.

Qualche settimana fa ho incontrato una persona che non vedevo da alcuni mesi. Era venuta a un mio concerto, ed ero molto felice che fosse presente. Abbiamo parlato della serata, di come procedeva la nostra vita, e di altro ancora.

Più tardi, tornando a casa, ho improvvisamente pensato che avevo “dimenticato” che lei, come me, fosse diabetica, e che addirittura in fondo l’avessi conosciuta tempo prima proprio per questa ragione. “Dimenticare” forse non è il verbo più esatto; diciamo però che non ho associato immediatamente la sua persona alla sua condizione di salute. La persona è venuta prima del resto.

La stessa cosa mi è successa giorni dopo, con un altro ragazzo diabetico. Per me che lui abbia il diabete è una questione ulteriore. Quello che porto prima con me di lui, e che in lui riconosco, è la sua persona: chi è, cosa fa, che carattere ha.

Mi ha fatto molto riflettere il fatto che io stessa, pur essendo affetta da quella stessa patologia, fossi portata primariamente a escluderla dal mio primo livello di relazione con questi due amici.

Chissà quindi quante volte lo faranno gli altri con me, quante volte si “dimenticheranno” del mio diabete, quante volte penseranno a me solo come a Eleonora, la musicista che è loro amica, o collega, o figlia, o sorella, con tutti i suoi pregi e i suoi difetti, e poi infine sì, anche diabetica.

Ho pensato alla frequenza di imbarazzi che si provano in questo doversi esporre rispetto alla propria patologia, al timore di essere messi dagli altri in una categoria che vede sparire la persona dietro al suo problema.

Penso invece che siamo noi a volte, a nasconderci dietro al nostro problema, sparendovi appunto, non vedendo più chi siamo.

Siamo persone. Composte di tanti pregi, quanto di tante imperfezioni nel corpo e nel carattere; così da poterci formare umanamente. Come tutti. E se così ci vediamo noi, non vi è dubbio che così ci vedranno gli altri.

Riconosco prima chi sei, e poi cosa hai.

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3 risposte a "RICONOSCO PRIMA CHI SEI, E POI COSA HAI."

  1. Ciao ragazzi!
    Anche io sono diabetico dal 2012 ed a maggio compio 20 anni,ho un’ottima vita, bellissima famiglia e amici e fortunatamente una grande passione per i viaggi infatti pochi giorni fa sono tornato da Siviglia,dopo essere partito da solo per circa 5 giorni, e dopo essere stato vari mesi all’estero. Attualmente mi trovo in Erasmus in Portogallo e mi capita di conoscere tantissimi ragazzi e ragazze ai quali, però, il 99% delle volte ometto di essere diabetico e possessore del microinfusore cosa che mi angoscia sia perchè mento a loro sia, cosa più importante, mento a me stesso. E quest’aspetto mi frena anche con le ragazze con le quali ho rifiutato varie conoscenze più intime perchè non volevo mostrare il micro e dare loro eventuali spiegazioni o timori, ovviamente questi timori non li avevo con la mia ex ragazza storica ma sono in rapporti per così dire occasionali.

    Voi come vi comportate in queste situazioni?
    Ps: complimenti per l’articolo!

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    1. Ciao Francesco, quello che posso dirti è che nella maggioranza dei casi l’imbarazzo è solo nostro. Pensiamo che gli altri ci vedranno in modo molto strano per via del microinfusore, e questo pensiero tende ad amplificarsi quando la relazione è con qualcuno con cui potrebbe crearsi un momento di intimità. Non trovo niente di anomalo in tutto questo, ho avuto anche io questi pensieri, però posso dirti che più tu sei naturale nel vivere il diabete (che vuol dire non sentire di doverlo nascondere), e maggiore sarà la serenità degli altri nei tuoi confronti. Il diabete non ti renderà meno attraente o interessante, perché sei tu come persona a esserlo o meno per un’altra, per come sei nella tua globalità. Il microinfusore è come avere un paio di occhiali: è un mezzo che ti aiuta a compensare qualcosa che non hai. Non è così invadente tutto sommato, e anzi puoi spiegare con un sorriso quanta libertà in più ti dia ogni giorno nel gestire la patologia. È una libertà che non può che riflettersi positivamente anche nei rapporti interpersonali. Sii spontaneo, semplice, sereno. Lo saranno anche gli altri con te. Se una storia non deve funzionare, non sarà per il microinfusore. Se dovesse essere per quello, allora non avresti davvero perso nulla di importante. In bocca al lupo per tutto!

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